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Agricoltura Rigenerativa

La manutenzione del tappeto erboso con il metodo dell’agricoltura rigenerativa.

Lo stadio di Nereo Rocco a Trieste curato con il metodo HEALgreenLo stadio di Nereo Rocco a Trieste curato con il metodo HEALgreen

E' noto che nell'agricoltura intensiva le piante sfruttano una piccola parte del potenziale della fotosintesi clorofilliana perché assorbono solo una piccola parte dei nutrienti presenti nel terreno e nei fertilizzanti. L'ottimizzazione della fotosintesi clorofilliana è il punto centrale dell'agricoltura rigenerativa attraverso il metodo di "nutrire le piante per rigenerare il suolo" che è più efficace rispetto al metodo dell'agricoltura intensiva che mira a "fertilizzare il suolo per nutrire le piante". Maggiore è l'attività della fotosintesi, maggiore è la produzione di carboidrati che trasportati in parte dalle radici nel terreno attraverso gli essudati radicali offrono il carbonio solubile per sviluppare l'attività biologica del terreno. Sono proprio i batteri e le micorrize benefiche i nostri migliori alleati, per favorire la mineralizzazione degli elementi presenti nella natura. Questi microorganismi sono i minatori ideali che assumono il carbonio fornito dalle piante e gli altri minerali necessari dall'acqua, aria e dal terreno per completare il loro ciclo di vita, al termine del quale, poi cederli alle piante in forma organica più facile da assorbire ed è per questo che necessitano il carbonio che solo le piante sono in grado di catturare e trasportarlo nel terreno. Si tratta di una simbiosi che esiste da quando esistono le piante. Sono le piante a contribuire maggiormente alla formazione del suolo (pedogenesi) dove si svolgono le attività biologiche mediante il sequestro di carbonio e senza le piante il terreno sarebbe roccia in disfacimento facile da dilavare.

L'applicazione degli insegnamenti dell'agricoltura rigenerativa nel tappeto erboso di un campo sportivo comporta notevoli benefici perché prevede l'uso più appropriato di nutrienti minerali e fiosiattivatori biologici e la riduzione dell'uso di fitofarmaci, fino alla loro completa eliminazione. La crescita del tappeto erboso ad uso sportivo, ha come principale limite il calpestio intensivo perché comprime la porosità alterando le proprietà fisiche del terreno, vincolando lo scambio gassoso tra il terreno e l'aria. Tuttavia, arieggiando la superficie ed alleggerendo il terreno regolarmente si garantisce lo scambio gassoso (CO2 ⇄ O2) necessario per i processi biologici. Nel substrato drenante e bene areato gli microorganismi proliferano e mineralizzano forme di nutrienti inaccessibili alle piante, sia tra quelli presenti nel terreno sia tra quelli forniti con i fertilizzanti.

Erba tagliata alta e lasciata in superficieErba tagliata alta e lasciata in superficie

In primo luogo, bisogna considerare che tagliando l'erba alta asportando oltre 1/3 dell'altezza totale ha conseguenze negative sulla crescita dell'erba. L'erba tagliata deve essere asportata e portata agli impianti di compostaggio perché altrimenti l'eccesso depositato in superficie andrebbe a formare il feltro. Esso riduce lo scambio gassoso tra il suolo e l'aria ed inoltre insieme all'erba sono asportati anche i nutrienti che vanno reintegrati con concimi sintetici che spesso hanno un effetto negativo sull'attività biologica.

Una gestione erronea del taglio dell'erba viene spesso osservata nei parchi pubblici, tagliando l'erba quanto è troppo alta e, come se non bastasse, viene lasciata essiccare in superficie, pensando di riportare nutrienti nel terreno e ridurre l'acqua per l'irrigazione. In realtà così si riduce le spese del taglio perché l'erba viene martoriata e ci vogliono spesso mesi per riprendersi. L'erba tagliata è troppo lunga, si ossida e gran parte dell'azoto viene disperso in atmosfera invece di tornare nel suolo. Oltre martoriare l'erba tagliata oltre 1/3 della sua altezza, l'eccesso dei residui di taglio diventa feltro e soffoca le radici e l'attività biologica nel suolo; diventa una attrazione di insetti e le zanzare come se fossimo in una risaia. L'aspetto estetico lascia desiderare le persone di andare altrove ed il presunto risparmio sulla frequenza di taglio, ha un impatto negativo sulla funzionalità del parco e sulla salute delle persone.

Il rasaerba a sterzo zero con scarico lateraleIl rasaerba a sterzo zero con scarico laterale

Cosa fare: iniziare a tagliare l’erba almeno una volta alla settimana nelle giornate soleggiate. Tagliando frequentemente l'erba naturale e lasciando i residui di taglio sulla superficie vengono decomposti in brevissimo tempo senza formare feltro. Una parte dell'acqua insieme ai minerali presenti nell'erba ed una parte dell'azoto (altamente volatile) ritornano al suolo. Il taglio frequente favorisce la formazione di un manto denso maggiormente resistente al calpestio e per giunta è il miglior "diserbante" naturale perché le malerbe non trovano spazio per germinare. L’esecuzione di circa 35 tagli all’anno senza raccolta manterrà basso il costo dell'operazione e preserverà l’ecosistema nelle aree di verde cittadine, offrendo un miglior valore estetico.

Consultate i nostri esperti su come applicare gli insegnamenti dell’agricolture rigenerativa per avere un ecosistema sostenibile che promuove salute e occupazione in loco. Il metodo HEALgreen richiede un piccolo investimento iniziale per l'acquisto oppure il noleggio degli attrezzi ed un periodo educativo per gli addetti ai lavori ma, una volta compreso, tutto diventa facile, economico ed eco-sostenibile.

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