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Analisi della linfa vegetale

Oggi è possibile sapere rapidamente lo stato di salute della pianta attraverso l’analisi della linfa vegetale che fornisce informazioni sull'effettivo assorbimento di sostanze nutritive da parte della pianta. Ciò rivela importanti informazioni sullo stato di salute della pianta. Un assorbimento ottimale ed equilibrato dei nutrienti ha un effetto positivo sulla naturale resistenza alle malattie della pianta e, ad esempio, sulla qualità, la consistenza e la durata di conservazione dei frutti.

In passato si è sempre usato l’analisi della sostanza secca ma in tal caso, una carenza nell'assorbimento dei nutrienti sarà rivelata solo 4 o 6 settimane dopo che l'effettiva carenza di nutrienti è stata causata. Questo è il motivo per cui le regolazioni di fertilizzazione spesso arrivano troppo tardi. Analizzando la linfa della pianta, una carenza di nutrienti sarà rivelata in pochi giorni. Questo è il motivo per cui l'analisi della linfa delle piante è un potente strumento per gestire e regolare le strategie di fertilizzazione in modo rapido e preciso.

​​​​​​​Come eseguire le analisi

Raccogliere entro le 09:00 del mattino almeno 150 gr di foglie vecchie ed almeno 150 gr di foglie giovani mature e chiuderle. Assicurarsi che siano asciutte e chiuderle separatamente in una busta trasparente facendo in modo che venga estratta l’aria. Nel caso di essenze erbacee raccogliere almeno 150 gr della parte aerea della pianta sopra il coletto. Applicare l’etichetta con il nome botanico della cultura e spedire in laboratorio.

​​​​​​​Come interpretare i risultati

A seconda della coltura oltre al valore assoluto misurato, il grafico offre tre colone con le barre della concentrazione per ciascun elemento. La prima colona indica delle carenze, la seconda sono i valori medi giusti e la terza sono i valori eccessivi.

In linea generale bisogna sempre verificare che i valori siano nella fascia della colona media ad eccezione dei zuccheri e dell’azoto nitrico e quello ammoniacale.

Infatti, maggiore è la quantità di zuccheri presenti nella pianta maggiori sono le riserve di energie della pianta. Contrariamente un eccesso di azoto nitrico ed ammoniacale rende le piante fragili.

Per ottimizzare la fotosintesi bisogna mantenere in equilibrio tutti gli elementi.

In particolare:

  1. Evitare l’eccesso di azoto perché spesso crea dei squilibri provocando eccesso di vegetazione, diluendo gli zuccheri quindi riduce la resistenza delle piante alle malattie e attrae in particolare gli insetti. Il valore totale dell’azoto deve restare nella colona media; minor è la forma di azoto ammoniacale e nitrica migliore è la salute della pianta e la sua capacità di trasformare l’azoto in aminoacidi quindi in proteine. Esse non devono superare il 30%.
  2. Un altro aspetto riguarda le quattro basi (K, Ca, Mg e Na) e soprattutto il rapporto tra K/Ca, K/(Ca+Mg) e K/Mg perché l’eccesso di potassio per esempio può creare squilibri nell’assorbimento di un altro elemento come il magnesio oppure in calcio e l’ammonio. Quando si formano gli frutti una buona strategia è quella di fornire il calcio entro il 9-12 giorno quindi fornire dopo il potassio. In questo modo si forma un frutto con la buccia resistente per merito di abbondanza del calcio e dopo aumenta di volume per merito della abbondanza di potassio. Una strategia contraria creerebbe frutti con la buccia fragile di scarsa conservazione e maggiormente appetibile agli insetti.
  3. L’azoto dovrà essere associato allo zolfo in un rapporto da 10:1 ed il molibdeno per fissarlo nel terreno insieme alle sostanze umiche.
  4. Non c’è bisogna di aggiungere sodio (Na), cloro (Cl) e alluminio (AL) perché le piante fanno a meno.
  5. È molto utile invece mantenere in equilibrio i microelementi perché hanno diverse funzioni all’interno della pianta e li rendono persino resistenti agli stress biotici ambientali.

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