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Tipo di campi da gioco

Naturale, rinforzato, ibrido naturale, ibrido sintetico o sintetico. Sono 5 le tipologie di campi sviluppati negli ultimi anni secondo la FIFA ma vediamo nei dettaglio di fare qualche approfondimento e quali sono i veri vantaggi tra uno ed altro.

Sintesi

Alla ricerca di superfici sempre più performanti, in tempi in cui gli stadi vengono utilizzati più volte alla settimana e offrono condizioni difficili per la crescita dell'erba naturale, sono arrivate sul mercato diverse innovazioni. Oltre all'erba naturale tradizionale e all'affermata terza generazione di erba artificiale, sta crescendo la popolarità di una nuova generazione di superfici da gioco: quelli che spesso vengono semplicemente definiti sistemi ibridi comprendono in realtà varie combinazioni di materiali e tipi di costruzione. Per questo motivo facendo seguito al documento prodotto dalla FIFA vediamo di offrire una panoramica dei vari tipi di superfici sportive utilizzate nel calcio, con alcune linee guida sugli aspetti tecnici e sulle prestazioni in relazione anche all'innovativo sistema ibrido POWERgrass.

La tipologia dei campi da gioco secondo FIFA

Poiché vengono utilizzati molti termini diversi per qualificare le superfici come "ibride", "rinforzate", "miste", la seguente tabella mira a fornire una panoramica più chiara delle diverse categorie, inserendole nel continuum naturale-sintetico. La tabella deve essere intesa come una generalizzazione dei prodotti attuali. Con l'evoluzione delle innovazioni e delle tecnologie, potrebbe essere necessario aggiornare le classificazioni. Nel 2017 la FIFA infatti ha proposta la seguente classificazione:

Classificazione del terreno di gioco - FIFA 2017Classificazione del terreno di gioco - FIFA 2017

La differenziazione viene fatta in base alla natura organica/inorganica dei materiali utilizzati, all'impatto dei materiali sul prodotto finale e alla manutenzione tipica richiesta per ciascuna categoria. L'erba naturale è un organismo vivente che può crescere e rigenerarsi, mentre l'erba sintetica non lo fa.

  1. La categoria "manto erboso naturale" comprende tutte le superfici erbose coltivate o posate che non includono altri materiali.
  2. Le "superfici rinforzate" includono un supporto aggiuntivo nella costruzione della zona delle radici, con l'obiettivo di rafforzare la tenuta dell'erba. Per l'utente, la superficie non ha un aspetto diverso, in quanto si tratta di fatto solo di erba naturale.
  3. Le "superfici naturali ibride" sono quelle a cui si fa più comunemente riferimento quando si usa il termine "ibrido". Si tratta di superfici naturali coltivate all'interno di una base di fibre sintetiche. Le fibre sintetiche sono visibili, ma normalmente costituiscono meno del 5% della copertura totale dell'erba, motivo per cui queste superfici sono classificate come "naturali".
  4. Le "superfici sintetiche ibride" sono basate su un tappeto erboso artificiale con sabbia, ma possono utilizzare materiali organici naturali come il cosiddetto infill prestazionale (tipicamente al posto dell'infill in gomma). Questa categoria è considerata un manto sintetico in quanto richiede essenzialmente la manutenzione di un campo in erba artificiale.
  5. Le "superfici sintetiche" sono costituite da materiali artificiali (prodotti o fabbricati dall'uomo), in genere un tappeto in erba artificiale, un intaso di sabbia e un intaso di gomma con l'eventuale aggiunta di un sottotappeto elastico antiurto.

Nota bene: i sistemi in erba ibrida, ai fini della omologazione, appartengono alla categoria di campo da gioco in erba naturale. 

Le diferenze sostanziali tra i sistemi ibridi

Con lo sviluppo di tecnologie innovative, è possibile un'ulteriore classificazione perché la scelta tra i vari sistemi ibridi e il metodo di installazione può influenzare in modo significativo la fruibilità del campo durante la settimana, i costi di realizzazione e manutenzione e la possibilità di rinnovare il sistema più volte, quindi anche la sua durata. Ad esempio, tra un sistema ibrido verticale iniettato in situ, un sistema ibrido orizzontale trapiantato in zolla e un sistema ibrido orizzontale installato in situ, ci sono così tante variabili che possono facilmente costituire tre sottotipi di campi ibridi naturali.

le differenze tra i sistemi ibridile differenze tra i sistemi ibridi

3.1 Nel caso del sistema ibrido verticale naturale, non c'è un supporto a cui le radici possano aggrapparsi. Il sistema richiede una macchina speciale per l'installazione e la tenuta delle fibre al terreno dipende dalla consistenza dello strato di sabbia e dalla profondità di lavoro. Di solito le fibre vengono piantate a 18 cm di profondità e formano una superficie molto solida. Durante il gioco, si formano meno buchi sulla superficie, ma il terreno tende a indurirsi rapidamente. È comunque necessario un ripristino post-partita e bucature frequenti per mantenere la morbidezza della superficie nell'intervallo ottimale di 65-85 g con il martello Clegg. La differenza tra un sistema verticale e l'altro è data dalla qualità delle fibre e dal loro numero per metro quadro che di solito si agira intorno ai 2500 punti per metro quadrato.

3.2 Nel caso del sistema ibrido orizzontale naturale, si intendono tutti i tipi realizzati con tappeti artificiali con un supporto orizzontale aperto, facilmente penetrabile dalle radici che vi si ancorano. Le fibre devono essere saldate al supporto orizzontale in fabbrica con una forza superiore a 30 N. La differenza tra un sistema e l'altro riguarda il tipo di supporto, la qualità delle fibre e il numero per metro quadro, che non deve superare il 5% della superficie, per lasciare ampio spazio all'erba naturale. Non entreremo nei dettagli tecnici tra un sistema e l'altro, ma possiamo fare una grande distinzione per quelli trapiantati in campo in grandi zolle. Questo tipo di impianto implica necessariamente un periodo di coltivazione in vivaio tra i tre e i sei mesi. Spesso, poi, le zolle ibride vengono coltivate lontano dal campo di installazione finale e questo comporta l'adattamento a un clima diverso. In ogni caso, sono necessari macchinari speciali, numerosi mezzi e un'organizzazione puntuale per la raccolta, il trasporto e la posa delle zolle ibride. Inoltre, il trapianto è di per sé un grande stress per il prato, che crea più feltro, mentre le differenze tra le giunzioni delle zolle richiedono spesso una risemina e una sabbiatura che tende a seppellire le fibre sintetiche. Nella fase di rinnovo dell'erba naturale (necessaria al massimo ogni 3 anni) l'operazione è complicata, se non impossibile, per rimuovere l'erba naturale senza sollevare l'erba artificiale o danneggiare le fibre sintetiche.

3.3 Nel caso del sistema ibrido orizzontale naturale con installazione in situ, tuttavia, questi problemi si presentano meno perché i rotoli dell'erba artificiale con supporto aperto sono cuciti insieme. Molti ritengono che il prato debba crescere per almeno 6 mesi per raggiungere la giusta maturità. Tuttavia, grazie a un metodo di coltivazione ottimizzato, è possibile fornire un manto erboso ibrido orizzontale pronto all'uso entro 4 settimane dalla semina, un periodo coerente con la pausa estiva del gioco. Nel caso di campi ad uso intensivo, privilegiando sistemi con un maggior numero di fibre, è possibile avere un campo sempre giocabile anche durante l'inverno, per poi programmare la risemina nella stagione di crescita ideale. La cucitura dei rotoli tra loro permette di rinnovare facilmente il sistema ogni 2 o 3 anni senza danneggiare le fibre o sollevare l'erba artificiale, fornendo così un campo che può durare oltre 20 anni come il campo POWERgrass.

4.1 e 4.2 Nel caso dei sistemi di ibridi sintetici e ibridi sintetici refill, va chiarito che in nessuno dei due casi abbiamo erba naturale, tranne quando crescono le erbacce. La differenza principale tra l'uno e l'altro è che il primo ha due tipi di intaso: l'intaso stabilizzante (la sabbia essiccata) e l'intaso con grani organici naturali. Entrambi gli intasi devono essere rimossi quando si sostituisce il sistema alla fine del suo ciclo di vita ed eventualmente riciclati per altri usi. Il sistema ibrido sintetico refill invece, non utilizza la sabbia per stabilizzare il manto artificiale, perché l'intaso prestazionale è abbastanza pesante da svolgere entrambe le funzioni. In questo caso, l'intaso può essere parzialmente rilavorato, pulito e riutilizzato alla fine del ciclo di vita dell'erba artificiale.

Allegati

  1. introduction_to_hybrid_surfaces.pdf
  2. CATEGORIE TIPOLOGIE CAMPI DA GIOCO.pdf

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